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Feb 11 2019

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INPS iscrizione gestione separata, partita IVA e regime dei minimi

Come è noto a molti, il versamento obbligatorio dei contributi INPS è lostacolo principale che incontrano coloro che decidono di avviare unattività in proprio. Stiamo parlando della famigerata gestione separata INPS. La Gestione Separata è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la legge 335/95 (art. 2, c. 26) di riforma del sistema pensionistico, anche nota come riforma Dini. Lo scopo della gestione separata è quello di assicurare la tutela previdenziale a categorie di lavoratori fino ad allora escluse, come per lappunto tutti quei liberi professionisti che non dispongono di una cassa previdenziale apposita (architetti, avvocati, commercialisti, etc.).

Ora, il problema è che questo prelievo forzoso dellINPS porta via 1/3 del fatturato. Ad esempio, se una piccola attività fattura 15.000 euro lanno, decurtando il prelievo INPS obbligatorio, si arriva a circa 10.000 euro di fatturato. Su tale fatturato, andranno decurtate le varie imposte, come ad esempio lIRPEF, ma questa è unaltra storia. Ad oggi (2015) le aliquote contributive INPS sono le seguenti:

  • 23,50% (casi particolari come i soggetti già titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria)
  • 27,72% (la maggioranza dei casi, cioè quei soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie)
  • 30,72% (lavoratori a progetto e categorie “assimilate”, quali collaboratori coordinati e continuativi, associati in partecipazione che apportano solo lavoro, venditori a domicilio, lavoratori autonomi occasionali, lavoratori non titolari di partita IVA)

Attenzione: questo è valido per il 2015, ma sono già previsti ulteriori aumenti. Le aliquote dei contributi INPS infatti, sono da anni in costante aumento e si prevede di aumentarle ogni anno almeno fino al 2018, quando saranno rispettivamente del 24%, del 29,72% e del 33,72%.

In 20 anni è quasi triplicata! Se il trend resta costante, tra altri 20 anni arriverà al 60%. Notare come da 8 anni sia sempre immancabile quel 0,72%&. Già perché i politici nostrani sono molto precisi e accurati. Io che invece sono rozzo, dico semplicemente che ad oggi 1/3 del fatturato se lo prende lINPS. Aggiungo anche che se non facciamo nulla, tra 20 anni i 2/3 del fatturato se lo prenderà lINPS.

  • Dipendente privato: 29.455 euro
  • Dipendente pubblico: 35.157 euro
  • Co.Co.Pro: 20.966 euro
  • Co. Co. Pro. PA: 12.043 euro
  • Partita IVA individuale: 18.640 euro
  • Associato in partecipazione: 10.062 euro

Bene, i lavoratori dipendenti pagano una minima parte dei contributi dovuti, perché gran parte di questi li paga il datore di lavoro. Una partita IVA individuale paga il 27,72% e un associato in partecipazione paga il 30,72%. Insomma, meno guadagni e più paghi. O, se preferisci, più guadagni e meno paghi. Le amministrazioni pubbliche, evadono tout court.

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Written by REAL-ESTATE


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